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Apoptosi cellulare e cancro: riflessioni

Apoptosi cellulare e cancro: riflessioni
18/02/2019

Apoptosi cellulare e cancro: riflessioni

Ultimamente mi trovo sempre più spesso a riflettere su questo aspetto legato alle patologie cancerose: osservo sempre più frequentemente che oggi il razionale terapeutico nella patologia cancerosa si basi su paradigmi errati o non del tutto corretti (senza considerare al momento i gruppi del tutto non omogenei su cui poi si costruiscono linee guida).

Cerco di spiegare meglio da dove nasce questa mia affermazione.

Partendo dalla considerazione che l’organismo umano è sottoposto ad un continuo e fisiologico ricambio cellulare tissutale, si può ragionare sul fatto che questo ricambio cellulare avviene nei tessuti grazie proprio a cellule staminali organo specifiche attraverso meccanismi di re-differenziazione. Collegando poi il fatto che il cancro sia collegato a cellule staminali organo specifiche si intuisce come proprio una re-differenziazione patologica porti nei tessuti in corso di processi di ricambio, configurazioni cellulari diverse da quelle normali e a volte simili a quelle cancerose.

Grazie all’intervento di correzioni genetiche ed epigenetiche vengono avviati processi di suicidio cellulare (APOPTOSI).

L’apoptosi di queste cellule biologicamente critiche rappresenta quindi il meccanismo necessario per il mantenimento dei tessuti normali, in mancanza di questo meccanismo si avvia la selezione di una cellula cancerosa progenitrice.

È chiaro quindi che il cancro è un processo biologico patologico e non una entità morfologica estranea all’organismo. Questo è il fattore critico oggi, ovvero il fatto che il vecchio paradigma terapeutico (e il modo con cui si porta avanti) fa acqua da tutte le parti: la chirurgia porta alla sola eliminazione macroscopica del cancro (utile ma non sufficiente se non in casi veramente precoce) ma non alla sua evoluzione biologica, così come la chemioterapia o radioterapia possono portare a riduzioni volumetriche ,utili ma non sufficienti a impedirne la diffusione e che possono ,se non si utilizzano giusti modi e tempi, creare l’instaurarsi di meccanismi di resistenza.

Come potete intuire, a mia personale visione, questo errato paradigma terapeutico cerca di eliminare la patologia cancerosa attraverso un’azione diretta su di esso considerandolo erroneamente un’entità morfologica; al contrario la possibilità di contenimento evolutivo o la possibilità di eliminazione del tessuto canceroso in quanto “processo biologico” va invece ricercata nella riattivazione o nell’induzione di meccanismi in grado di avviare le cellule all’apoptosi.

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