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La Spagiria nei disturbi della sfera riproduttiva femminile

La Spagiria nei disturbi della sfera riproduttiva femminile
14/01/2019

La Spagiria nei disturbi della sfera riproduttiva femminile

Desidero pubblicare questo articolo scritto dal mio caro amico Dott. Marco Vittori consulente in Naturopatia e Spagyria, perché sia di utile riflessione sul tema.

La ricerca scientifica moderna trova sempre più nuove vie per descrivere i fenomeni del corpo umano sia nell'aspetto fisiologico che nell’ambito patologico.

Il nostro stile di vita moderno se da una parte ha fatto scomparire determinate patologie legate alla malnutrizione e alle scarse condizioni igieniche dall’altra parte, proprio grazie a questa modalità “innaturale” di vita che conduciamo in occidente, ha portato al nostro organismo (provato da eccessi alimentari, perdita di qualità dell'aria e dell'acqua, condizioni di vita stressanti) forme patologiche che un tempo erano assai rare.

In merito ai disturbi dell'apparato riproduttivo femminile vogliamo qui seguire non una visione logica scientifica, ma esaminarla dal punto di vista della visione antica, soprattutto quella della tradizione dell'ambito del Mar Mediterraneo.

Considerando il più remoto dei testi in nostro possesso, il papiro egizio ginecologico di Kahun datato attorno al diciannovesimo secolo a.C., l'apparato femminile non è slegato dall'aspetto riproduttivo del medesimo; questa peculiarità, che riguarda l'aspetto della donna a partire dalla sua fertilità, passando per la gravidanza, fino all'estinzione della capacità riproduttiva, sembrerebbe così vincolata ad una visione che potrebbe essere considerata da alcuni una limitazione alla mera funzione riproduttiva o un segno di sottomissione della donna dei confronti dell'uomo.

Al contrario, nell'antichità il femminile risulta complementare e paritario al maschile.

Oggi un'apparente emancipazione, più che essere tale, ci risulta più che altro un “disordine comportamentale” sganciato da un ambito naturale e spontaneamente armonioso; potrà stupirci sapere che l'interesse della medicina antica nei confronti della contraccezione e della fertilità, possiedono un'impostazione molto legata alle esigenze della famiglia e della società del tempo.

Il fondamento in termini simbolici, comune a molte civiltà anche extra mediterranea, colloca la donna, o meglio il femminile, in relazione con l'archetipo lunare.

Cosa può indicarci una simile visione nella comprensione della fisiologia e delle patologie femminili?

Il primo passo è iniziare a considerare cosa rappresenti la Luna per la nostra esperienza terrestre e materiale.

La Luna riflette la luce del Sole, considerato archetipalmente la rappresentazione del maschile: a seconda della posizione della Luna rispetto al Sole, si generano delle fasi nel suo ciclo di rivoluzione, che dura all'incirca ventotto giorni.

La prima fase detta di Luna Nuova risulta invisibile per circa tre giorni nel cielo; essa viene definita da alcuni la “mestruazione celeste” ponendo analogicamente una relazione con la fase della vita della donna in età fertile, che presenta le mestruazioni.

La fase definita Luna Crescente ha una durata di quattordici giorni: qui progressivamente la Luna viene illuminata in maniera maggiore dalla luce solare, fino a giungere alla fase successiva.

La fase della Luna Piena quindi corrisponde alla fase ormonale dalla stimolazione alla maturazione di uno o più ovociti da parte dell'ormone follicolostimolante secreto dall'ipofisi.

Segue la fase Luna Calante con una progressiva diminuzione della riflessione solare che ha la sua fase conclusiva nell'”assenza di Luna”: essa chiude un ciclo per aprirne uno nuovo.

Nel ciclo femminile la fase dell'espulsione dell'ovocita, sposta la fase estrogenica a quella luteinica grazie all'ormone luteostimolante. La parte dell'ovaio che conteneva l'ovocita espulso, cioè il corpo luteo, produce l'ormone progestinico. Se non vi è fecondazione ed annidamento nell'endometrio quest'ultimo, non più sorretto dall'attività ormonale, decade e si sfalda determinando la mestruazione.

Naturalmente poche sono le donne che osservano i tempi lunari del loro ciclo e, ancora meno, hanno la ventura di far coincidere esattamente il loro ciclo con quello lunare ma questo non toglie valore agli aspetti simbolici.

Senza entrare in descrizioni troppo complesse, anche se sperimentabili, diciamo che questa descrizione lunare ci pone subito in un ambito di tradizione agricola che ha che fare con la semina.

I nostri vecchi contadini osservavano i ritmi lunari per le loro operatività nei lavori e nella loro vita perché ne verificavano l'efficacia; per un'analogia tra corpo femminile e terreno tale realtà coinvolgeva anche l'Eros della coppia donna-uomo.

Oggi, inutile dire che in maniera simmetrica il rispetto verso la Terra è molto simile a quella per il corpo femminile.

La sessualità segue una modalità dettata dalla pulsione istintiva del desiderio che porta a consumare in maniera compulsiva l'atto, spesso con una mera ricerca di un piacere effimero e momentaneo che nulla ha a che fare con la sacralità dettata dal valore della relazione umana e dalla procreazione.

Come possiamo pensare che tutto questo non abbia delle conseguenze sul piano della funzionalità e dello stato di salute della donna e del suo apparato riproduttivo?

Il proliferare di fibromi, di cisti ovariche, persino di tumori e non di meno di fenomeni come infertilità e anticipo della menopausa in età sempre più anticipata non potrebbe essere una conseguenza di comportamenti disarmonici della sessualità?

Sicuramente non come causa unica ma come una delle innumerevoli, ma sicuramente tra le cause più importanti.

Cosa può proporre la Spagyria come aiuto per riportare ad una condizione migliore possibile?

Traendo lo spunto offerto dagli scritti del dottor Angelo Angelini dobbiamo rivolgerci al mondo della Natura, ovvero, agli individui dei tre regni che vivono sulla Terra: il regno vegetale, minerale e animale.

Se teniamo conto dell'analogia uomo-pianta che afferma che l'uomo non è altro che una pianta le cui radici sono orientate verso il Cielo mentre l'apparato riproduttivo verso Terra apparirà chiaro che per prendersi cura della parte riproduttiva femminile ci rivolgeremo per lo più alla parte della pianta legata a questa analogia: i fiori e i semi.

Ecco dunque, per esempio, che piante come Artemisia vulgaris, Artemisia absintium portano il contributo ritmico di una pianta venusina, come la prima, assieme o meglio in maniera complementare alla seconda, per tradizione considerata marziana; esse portano un'impressione ritmica destinata ai disturbi del ciclo spesso dovuti ad adinie ovariche oppure, in egual misura, a perdite intermestruali o, ancora, in caso di perdite bianche.

Potremo annoverare piante che contrastano la crescita dei fibromi come Bryonia dioica, pianta saturnina, sia per lavaggi vaginali, sia come oleolito in applicazione locale interno. Il fibroma è una forma di “materializzazione distonica” che gli antichi attribuivano a Saturno, il primo archetipo responsabile della creazione, e quindi per la legge della correzione si consiglia una pianta attribuibile a questo archetipo.

Per le disfunzioni dei comportamenti sessuali si consiglierà l'Urtica dioica che ha una funzione di stimolare l'Eros (si dice “gettare la tonaca alle ortiche”) oppure per frenare la compulsività sessuale una pianta come Salix alba, tra l'altro interessante anche per il maschile.

Naturalmente molte più sono le piante dedicate alla sfera femminile.

Questo breve articolo ha solo una funzione di prendere in considerazione le pratiche e la filosofia che ci sono state tramandate da innumerevoli secoli. Il fatto che non siano mai state eclissate ma, anzi, trovino sempre di più riscontro persino in ricerche scientificamente valide, ci permette di affiancarle a pratiche farmacologiche “moderne” e talvolta essere una valida sostituzione delle medesime, in una benefica e generativa integrazione di conoscenze e di pratiche.

Articolo scritto dal Dott. Marco Vittori - Laureato in Scienza della Terra, consulente in Naturopatia e Spagyria e praticante massaggio sonoro e canto armonico.

 

Bibliografia essenziale:

 

  • Il Serto di Iside vol. I&II A.Angelini ed.Kemi Milano;
  • La dea Bianca R.Graves ed. Adelphi 1992
  • La Sessualità forza del Cielo O.M. Aivanhov Ed.Prosveta 1997;
  • Le dee dentro la donna. Una nuova psicologia al femminile Jean S. Bolen (Autore), C. M. Carbone (Traduttore) ed.Astrolabio 1991;
  • Lilith – La Luna nera R.Sicuteri Casa Editrice Astrolabio 1980;
  • Sex Sesso e sviluppo spirituale J.G.Bennet ed. Venexia 2006.
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